Bonsai e giardini giapponesi

Bonsai significa “pianta in un vaso”. L’origine del bonsai è attribuita alla Cina, in cui le carovane trasportavano erbe ed arbusti medicinali in piccoli vasi. In Giappone il bonsai è parte della tradizione ormai da centinaia di anni ed il mercato di appassionati è il più vasto al mondo. La diffusione è talmente ampia che molti maestri bonsai giapponesi si sono sparpagliati per il globo per aprire scuole e centri di addestramento frequentati da moltissimi iscritti. La tecnica principale per la formazione di un bonsai consiste nel regolare, tramite rinvasi e potature, la crescita di una piccola piantina in vaso, sia essa acquistata in vivaio o raccolta direttamente in natura (yamadori). In occidente il bonsai è percepito come fenomeno di massa in eventi di beneficenza o tramite la grande distribuzione che tipicamente mette in vendita esemplari prodotti industrialmente di scarsissimo valore. Le essenze più apprezzate in questa antica arte sono le conifere come pino, larice, ginepro e gli alberelli di acero, azalea, olmo e quercia.

I Giardini Giapponesi, come i bonsai, fanno parte della tradizione del Giappone legata ai monaci e al periodo imperiale in cui queste opere d’arte venivano realizzate in tutto il Giappone. Gli elementi base presenti in tutti i giardini giapponesi sono acqua, pietra e piante. Di frequente in questi giardini si possono apprezzare lanterne e vasche in pietra di fattura antichissima che sono il paradigma della cura impiegata nella realizzazione di questi giardini. Le regole di posizionamento e progettazione del giardino giapponese sono molto rigorose e difficili da apprendere, e al pari del bonsai esistono in Giappone scuole dedicate esclusivamente all’argomento. Una variante legata alla cultura dello zen sono i giardini asciutti o giardini karesansui, comunemente definiti come giardini zen e tristemente conosciuti per la versione da tavolo prodotta industrialmente e venduta in occidente.

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