Lingua giapponese

Scrittura: Il sistema giapponese di scrittura consiste di tre serie di caratteri differenti: Kanji (parecchie migliaia dei caratteri cinesi) e Hiragana e Katakana (due insiemi di sillabe di 46 caratteri ciascuno; denominati insieme Kana). I testi giapponesi possono essere scritti in due sensi: Nello stile occidentale, cioè nelle file orizzontali dalla parte superiore alla parte inferiore della pagina, o nello stile giapponese tradizionale, cioè in colonne verticali dalla destra alla parte di sinistra della pagina. Entrambi gli stili di scrittura sono oggi parallelamente utilizzati.

Grammatica: La grammatica giapponese di base è relativamente semplice. Mancano totalmente i fattori quali gli articoli e le distinzioni di genere fra plurale ed il singolare. Le regole di coniugazione per i verbi e gli aggettivi sono semplici e quasi esenti da eccezioni. I nomi non sono declinati affatto, ma compaiono sempre nella stessa forma.

Pronuncia: In paragone ad altre lingue, il giapponese possiede relativamente pochi suoni e la pronuncia non crea problemi alla maggior parte dei principianti. La difficoltà più grande sono gli accenti, che esistono, ma in misura molto più bassa che nella lingua cinese. In più, ci sono molti omonimi, cioè parole che sono pronunciate allo stesso, ma hanno significati differenti.

Livelli di discorso: Le parole e le espressioni differenti sono usate quando si comunica con una persona sconosciuta o di grado superiore, in contrasto con quando si comunica con un bambino,un membro della famiglia o un caro amico. Per esempio, ci sono più di cinque parole differenti per la parola italiana “Io”, che vengono usate secondo il differente contesto. Per le situazioni convenzionali, un livello formale di comunicazione (keigo) è ancora d’uso comune.

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